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Benvenuti!

Nuovo servizio!

Più o meno costrette a causa dei nefasti effetti della pandemia, o per semplice spirito imprenditoriale, molte persone stanno accarezzando l’idea di aprire un’attività autonoma.

La domanda ricorrente di chi intende mettersi in proprio è la seguente: “Quanto dovrei riuscire a fatturare, per arrivare ad una retribuzione dignitosa, tenendo conto degli esborsi previdenziali e fiscali ?”.

In primo luogo è necessario contattare lo Studio, per identificare con l'aiuto della Professionista il codice Ateco corrispondente all'attività che si intende intraprendere, e valutare qual è la più vantaggiosa tra le varie opzioni disponibili, dalle quali dipendono strettamente gli importi che andranno ad intaccare il reddito.

Individuato il codice attività corretto, l’aspirante imprenditore può richiedere l’attivazione del Simulatore Reddituale online, dedicato al regime dei forfetari e parte integrante della consulenza, tramite il quale sarà possibile visualizzare il prospetto dei costi da sostenere ed una previsione di massima del reddito netto realizzabile a seconda del fatturato previsto.

ATTENZIONE!

Si riceve solo per appuntamento, accedere al modulo di contatto specificando il tipo di richiesta. Verrete ricontattati dallo studio per concordare data ed ora dell'incontro.


Le motivazioni che inducono una persona a considerare l'avvio di un’attività imprenditoriale sono molte:

  • lo spirito imprenditoriale;
  • la necessità di rimettersi in gioco per chi ha perso il lavoro, e magari ha un'età tale da non essere particolarmente "appetibile" per un impiego da dipendente;
  • la spinta dei committenti ad “aprire la partita iva”.

Se non si ha nessuna esperienza in merito, è inevitabile non possedere le competenze necessarie per districarsi nelle innumerevoli opzioni e, nel caso di una scelta “forzosa”, attualmente piuttosto diffusa, per valutare quelle che sarebbero le proposte del committente.

Qualunque sia la ragione che spinge a “mettersi in proprio”, i costi connessi con questa scelta devono essere attentamente misurati per poter valutare con consapevolezza le spese alle quali si dovrà far fronte, e l'ammontare del fatturato necessario per ottenere il reddito previsto.

Un altro parametro di cui tenere conto è la complessità della normativa fiscale del nostro Paese, attraverso la quale è necessario farsi guidare da un professionista serio e preparato, che analizzi attentamente con il Cliente tutti i parametri indispensabili per decidere quale forma d'impresa adottare, in base alle sue specifiche esigenze, al tipo di attività che desidera intraprendere ed all'eventuale presenza di soci.

Il commercialista, valutate tutte le variabili in gioco, saprà indicare le soluzioni più adatte, illustrando al Cliente costi, benefici ed inevitabili lati negativi delle varie opzioni possibili.

Una volta analizzate tutte la variabili e scelta la soluzione più adatta, il professionista si interfaccia con tutti gli enti coinvolti nella creazione e gestione di un'impresa (Camera di Commercio, INPS, INAIL, Comune, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane), espletando tutte le procedure che, con l'informatizzazione della Pubblica Amministrazione, sono realizzabili esclusivamente in via telematica.

Dopo l'avviamento dell'impresa, si occupa della tenuta delle scritture contabili obbligatorie e della gestione dei beni ammortizzabili, della redazione del bilancio d'esercizio, della compilazione dei moduli di versamento, delle dichiarazioni dei redditi societari e personali.

Opzionalmente può redigere il Business Plan, ovvero un documento contenente l'idea imprenditoriale e le strategie per realizzarla, aiutando l'imprenditore a valutare in modo consapevole i punti di forza, le capacità e le debolezze del progetto.

Può fornire una valutazione d'azienda, per avere un valore di partenza dal quale avviare la trattativa di un eventuale acquisto o cessione, ed assistere il Cliente nell'acquisto o cessione di quote societarie.

Ma l'operato del professionista non spazia solo nel campo contabile: tra le attività di sua competenza rientrano amministrazione di beni, perizie, valutazioni e pareri, revisioni contabili, componimenti amichevoli, consulenza contrattuale, successioni ereditarie.

Adnkronos

(01-LUG-22 19:05) Covid: Confsal su protocollo anticontagio al lavoro, 'bene ottica di prudenza'
Immagine Adnkronos

Roma, 1 lug. (Adnkronos Salute) - La Confsal "ha sottoscritto il Protocollo di sicurezza anticontagio da Covid-19 nei luoghi di lavoro non sanitari, accogliendo con favore l'ottica di prudenza, in considerazione dell'attuale andamento della curva epidemiologica". Lo ha detto il segretario generale Angelo Raffaele Margiotta, ricordando che "all'incontro la Confsal ha fattivamente  partecipato con le sue proposte, unitamente alle altri parti sociali, al tavolo col ministero del Lavoro, col ministero della Salute, col Mise e l'Inail, dando un contributo critico e propositivo".

Alcuni elementi vanno chiariti. Per la Confsal "nei punti in cui viene chiamata in causa l’autorità sanitaria bisogna esplicitare quale, poiché c’è confusione nel territorio: ci sono lavoratori fuori sede, pendolari o, comunque, privi del medico di medicina generale; contattare l’Asl o chi altro? È stato un fallimento contattare l’Asl nei periodi più acuti di diffusione virale. Quando si parla di adeguata distanza bisogna precisarla: la distanza è variata nel tempo e tuttora rimane indicata con un valore diverso in base alle circostanze e ai luoghi". Inoltre, "nella gestione di entrata e uscita dei dipendenti non appare corretto parlare di porta di entrata e porta di uscita, non sempre tra l’altro presenti, ma di 'flussi di entrata ed uscita, differenziati e separati, ove possibile'".

E ancora, "quando si parla di sorveglianza sanitaria bisogna specificare se si intenda quella 'eccezionale', come intuibile, per non generare confusione e bisogna stabilire quali documenti/documentazione/forma documentale deve produrre il medico competente tenuto conto, altresì, che già con decreto interministeriale del 4 febbraio i fragili venivano certificati dal medico di medicina generale e non più dal medico competente, che così si è potuto limitare a verificare solo la bontà degli stessi e darne comunicazione interna". D’altra parte, prosegue la Consal, "deve essere chiarito che gli accertamenti sanitari indispensabili per rilevare gli stati di fragilità-Covid-19 non sono e non possono essere a carico del datore di lavoro".

Ciò premesso, per la Confsal, "bisogna, comunque, chiarire le modalità di attuazione della 'sorveglianza sanitaria eccezionale' da parte del medico competente che ovviamente, eccezion fatta per l’anamnesi e l’esame obiettivo durante la visita medica, non ha a disposizione dispositivi medici di diagnostica strumentale di cui, invece, è dotato il Ssn per cui il medico competente può ovviamente solo valutare l’eventuale documentazione sanitaria, eventualmente fornita dal lavoratore".

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