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08.05.2014 - Le sorprese del bonus per chi non ha più il coniuge a carico

Le sorpresine nascoste nelle pieghe del decreto sul “Bonus” da 80 euro.

Letto il decreto sul mitico bonus, mi sono permesso di stilare una tabellina per vedere che cosa succede nella realtà, analizzando ipotetici redditi da 6.000 a 26.000 € di base imponibile.

ImmagineCome si può notare, gli incapienti, ovvero coloro che percependo uno stipendio fino a 8.000 €, non devono versare alcuna imposta sul reddito perché inferiore alla detrazione per lavoro dipendente, non hanno diritto ad alcun “bonus”.

Superati gli 8.000 € di reddito le cose dovrebbero cominciare ad andare meglio. In teoria, solo in teoria...

La tabella prende in considerazione famiglie monoreddito, con coniuge a carico.

Come si può facilmente evincere, poiché da quest'anno non è più possibile applicare la detrazione per il coniuge a carico, non solo il bonus viene azzerato, ma si perdono (in termini più “tecnici” ci si smenano) da 94 a 50 € per redditi fino a 24.000 €, e da 50,32 a 690 € per redditi tra 24.000 e 26.000 €.

Per le famiglie senza coniuge a carico, e reddito tra gli 8.000 e 26.000 € il bonus effettivamente rappresenta un'entrata supplementare (è però ridotto in percentuale per redditi tra 24.000 e 26.000 €).

Analizziamo però insieme un po' di cosine non proprio rassicuranti.

Dato che il decreto parla di 640 € all'anno, cominciamo con il precisare che il bonus mensile non è di 80 €, ma di 53,33 € (640 / 12), ed è, almeno al momento, limitato al solo 2014.

Sembra una sottigliezza di poco conto, ma tale precisazione è fondamentale per i lavoratori a termine o precari, dato che essi percepiranno i 53,33 € (e non 80) per ogni mese in cui avranno lavorato.

Sempre per tale tipologia di lavoratori esiste un ulteriore possibile problema: se hanno percepito per ogni mese lavorato i fatidici 53,33 €, ma in sede di dichiarazione dei redditi 2014 si scoprisse che il loro reddito non arriva a superare i fatidici 8.000 €, le somme incassate a titolo di bonus andrebbero restituite!

Ricapitoliamo quindi tutti i punti sfavorevoli del decreto Bonus:

a) Non è previsto per i pensionati, neanche al minimo;

b) Non è previsto per il popolo delle partite IVA;

c) Non è previsto per chi guadagna stipendi da fame;

d) Per famiglie monoreddito con coniuge a carico, e reddito fino a 24.000 € (con i tempi che corrono, è già un miracolo se almeno uno dei due lavora), nonostante il bonus, si perdono da 94 a 50 €, e da 50,32 a 690 € per redditi tra 24.000 e 26.000 €;

e) Per famiglie monoreddito con coniuge a carico, e reddito da 26.000 € in su, la mancata applicazione della detrazione per il coniuge comporta una perdita secca di 690 €;

f) Chi percepisce stipendi da lavoro precario deve prestare la massima attenzione: se il suo reddito complessivo nell'anno non supera gli 8.000 €, e gli è stato riconosciuto mensilmente il bonus di 53,33 €, dovrà restituirlo;

g) Anche chi ha redditi tra 24.000 e 26.000 € potrebbe trovarsi nella stessa condizione, con l'eventuale restituzione delle eccedenze.

a cura di Marco Rizzo

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