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18.10.2013 - Come aprire un negozio di alimentari

Le ultime ricerche dimostrano che gli italiani cominciano a fare la spesa sottocasa. Che, nella pausa pranzo, hanno ripreso, come decenni fa, a portarsi il pranzo da casa. Utile forse in questi momenti avere a disposizione, nelle vicinanze dell’abitazione e del luogo di lavoro, un piccolo negozio di alimentari. Dopo aver esaminato il video della camera di commercio vediamo in concreto quali sono i passi da compiere per l’apertura di un negozio di alimentari.

PRIMO PASSO

Come sempre stabilire come si vuole operare: imprenditore individuale, impresa familiare, società?

SECONDO PASSO

Iscrizione presso il Registro delle Imprese.

TERZO PASSO

Segnalazione certificata inizio attività produttiva ad effetto immediato con la compilazione del

  • MODELLO A se di tratta di un nuovo negozio o della sua trasformazione e delle schede tecniche 1 e 2
  • MODELLO B se si tratta di un subentro in un negozio esistente e della scheda tecnica 2

presso il Comune, avvalendosi del "SUAP telematico"

REQUISITI

Per aprire un esercizio commerciale nel settore alimentare o un bar, un ristorante o, in genere, per esercitare un'attività di somministrazione di alimenti e bevande, non occorre l'iscrizione al Rec (abolito definitivamente con legge 248/06), ma è necessario rivolgersi ai Comuni, che hanno il compito di accertare i requisiti morali e professionali per autorizzare questi tipi di attività. Quali sono questi requisiti?

  • essere in possesso di un diploma di scuola alberghiera o titolo equivalente legalmente riconosciuto;
  • aver frequentato con esito positivo uno specifico corso professionale;
  • aver prestato la propria opera, per almeno due anni nell'ultimo quinquennio, presso imprese esercenti l'attività specifica di commercio di prodotti alimentari o somministrazione di alimenti e bevande, in qualità di dipendente qualificato addetto, oppure, se trattasi di coniuge, parente o affine entro il terzo grado dell'imprenditore, in qualità di coadiutore familiare, comprovata dall'iscrizione all'INPS.

E’ opportuno rivolgersi agli uffici comunale competente per verificare l’esistenza di specifiche ed ulteriori richieste.

GESTIONE PREVIDENZIALE ED ASSISTENZIALE

Iscrizione Inps alla gestione artigiani e commercianti. Per l’anno 2013 i contributi da versare sono dettagliatamente indicati dall’INPS nella circolare n. 24 del 8 febbraio 2013. E’ importante tenere presente che l’INPS, per i commercianti, prevede il versamento di un contributo fisso annuale (da versare in rate trimestrali) considerando un reddito minimo di € 15.357,00. Significa che anche se il reddito è inferiore a questo limite il contributo Inps è comunque dovuto.

Artigiani Commercianti
titolari di qualunque età e coadiuvanti / coadiutori di età superiore ai 21 anni 3.347,59 (3.340,15 IVS + 7,44 maternità) 3.361,41 (3.353,97 IVS + 7,44 maternità)
coadiuvanti / coadiutori di età non superiore ai 21 anni 2.886,88 (2.879,44 IVS + 7,44 maternità) 2.900,70 (2.893,26 IVS + 7,44 maternità)

In sintesi, per la parte che ci interessa, i contributi dovuti dai commercianti (così è qualificato dall'Inps l'imprenditore che gestisce il proprio bar) sono pari ad euro 3.361,41 da versare in rate trimestrali di euro 840,35 alle seguenti scadenze.

16 febbraio

16 maggio

20 agosto

16 novembre

Concludendo possiamo dire che l’apertura di un negozio di alimentari, in questo periodo di crisi, può portare a risultati economici adeguati a patto di riuscire a stimare con chiarezza i costi iniziali e ricavi futuri.

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